Il cortile interno del castello Dentice di Frasso
Il cortile interno del castello Dentice di Frasso — foto: Giacomo Resta · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Carovigno è uno di quei paesi che i viaggiatori attraversano andando altrove — verso Ostuni, verso Alberobello, verso il mare — e che invece regge benissimo una giornata intera. Ha un castello con un elemento architettonico raro, un centro storico bianco da girare a piedi, un santuario rupestre e, undici chilometri più in là, una delle riserve marine meglio conservate dell’Adriatico.

Mattina: il castello Dentice di Frasso

Si parte dalla piazza principale, dove il castello domina tutto. La struttura ha origini medievali e ha attraversato più fasi costruttive: quella che si vede oggi è in larga parte il risultato dei rimaneggiamenti che i Dentice di Frasso, la famiglia che gli ha dato il nome, portarono avanti fra Ottocento e primo Novecento.

L’elemento che lo rende speciale è la torre a mandorla: una torre a pianta ogivale, con lo spigolo rivolto verso l’esterno, pensata per far deviare i colpi delle artiglierie invece di incassarli. È una soluzione rarissima — in Puglia se ne contano pochissimi esempi — e vale da sola la visita.

All’interno si attraversano il cortile, la scala d’onore che sale al piano nobile e le sale affrescate. Gli orari di apertura cambiano nel corso dell’anno: conviene verificarli prima sui canali ufficiali del Comune o del gestore.

A metà mattina: il centro storico

Dalla piazza si entra nel borgo antico passando sotto Porta Brindisi, sormontata dalla torre dell’orologio. Da lì in poi è tutto un intreccio di vicoli bianchi, archi, corti chiuse e scalinate esterne — l’edilizia tipica dell’Alto Salento, dove la calce serviva a riflettere il sole e a tenere fresche le case.

Non c’è un itinerario obbligato: si gira senza mappa, si sbuca su una piazzetta, si torna indietro. In un’ora abbondante si è visto tutto, ma è il tipo di posto in cui l’ora abbondante diventa facilmente due.

Il santuario di Santa Maria del Belvedere

Poco fuori dall’abitato, verso il mare, si trova il santuario della Madonna del Belvedere. La parte più antica è scavata nella roccia e conserva affreschi di matrice bizantina; è il luogo a cui è legata la festa più importante del paese, la ’Nzegna, il rito della bandiera che si celebra ogni anno il Martedì di Pasqua.

Se capitate da queste parti nella settimana di Pasqua, mettete in programma la ’Nzegna: gli sbandieratori lanciano in aria una grande bandiera secondo una sequenza codificata, in una processione partecipatissima. Le date esatte e il programma escono sui canali del Comune nelle settimane precedenti.

Pomeriggio: Torre Guaceto

Il pomeriggio si sposta sulla costa. La riserva naturale di Torre Guaceto, che ricade in parte nel territorio di Carovigno, protegge otto chilometri di litorale: dune, canneto, macchia mediterranea e un’area marina a tutela differenziata dove il fondale è visibilmente più ricco che altrove.

La spiaggia più comoda è quella di Punta Penna Grossa. D’estate l’accesso in auto è regolamentato e funziona un servizio navetta dai parcheggi: verificate le modalità del momento sui canali ufficiali del Consorzio di gestione, perché cambiano di stagione in stagione. Il centro visite della riserva si trova nel castello di Serranova, la frazione a pochi minuti da qui.

Sera

Al tramonto il paese si rianima: è l’ora in cui le famiglie escono e i bar attorno alla piazza si riempiono. Chi alloggia in campagna, come a Trullo Flamingo, di solito fa il percorso inverso — spesa in paese nel tardo pomeriggio e cena sotto il pergolato, con il barbecue acceso e il silenzio degli ulivi intorno.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.