Il Palazzo Ducale di Martina Franca
Il Palazzo Ducale di Martina Franca — foto: Caterina Castellana · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Non è quello che ci si aspetta di trovare in un paese di ventimila abitanti sull’altopiano murgiano: eppure ogni estate, da metà luglio, Martina Franca diventa per qualche settimana una delle mete del turismo operistico internazionale.

Che cos’è

Il Festival della Valle d’Itria nasce negli anni Settanta e si è costruito una reputazione precisa: non i titoli di repertorio che si trovano ovunque, ma il recupero di opere rare, versioni originali poco eseguite, autori dimenticati. È una linea editoriale che ha attirato negli anni musicologi, critici e un pubblico specializzato che arriva da fuori Italia.

Dove si svolge

La sede principale è il cortile del Palazzo Ducale, il palazzo settecentesco che affaccia su piazza Roma: uno spazio all’aperto con acustica notevole, dove il pubblico siede sotto le facciate barocche. Altri appuntamenti si tengono in chiese e spazi del centro storico.

Quando

Il festival si concentra fra luglio e agosto. Il cartellone di ogni edizione viene pubblicato nei mesi precedenti sul sito ufficiale del festival, insieme alle modalità di prevendita: per le serate principali conviene muoversi con anticipo.

Anche chi non è un appassionato di opera può trovarci qualcosa: il programma include di solito concerti sinfonici, recital e appuntamenti in spazi minori, spesso più brevi e più informali delle serate principali.

Martina Franca oltre il festival

La città vale la visita anche fuori stagione. Il centro storico è il più monumentale della Valle d’Itria: il Palazzo Ducale, la basilica di San Martino con la facciata barocca che chiude piazza Plebiscito, e un tessuto di vicoli bianchi con portali in pietra lavorata.

La tradizione gastronomica locale ruota attorno al capocollo di Martina Franca, salume affumicato con legno di fragno — la quercia tipica di questo altopiano — riconosciuto come Presidio Slow Food.

Come arrivarci

Da Carovigno sono una quarantina di chilometri e circa cinquanta minuti d’auto, attraversando l’altopiano. Nelle sere di spettacolo il centro è chiuso al traffico: si parcheggia fuori e si entra a piedi. Il rientro verso la costa, a notte fonda, è tranquillo.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.