Ostuni vista dalla piana degli ulivi
Ostuni vista dalla piana degli ulivi — foto: Paulacastelli · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fra Ostuni e il mare si estende una delle distese di ulivi più impressionanti del Mediterraneo: alberi enormi, con i tronchi contorti e cavi, molti dei quali hanno secoli. È un paesaggio agricolo ancora produttivo, non un parco a tema, ed è la ragione per cui l’olio di questa zona ha un nome.

L’extravergine DOP Collina di Brindisi

La denominazione Collina di Brindisi DOP copre gli oli prodotti in questa fascia, con base di cultivar Ogliarola — la varietà storica del territorio — spesso in blend con altre. Il profilo è fruttato, con una nota amara e piccante avvertibile: è un olio che sulle verdure lesse, sulla frisella e sulla bruschetta si sente.

I frantoi della zona vendono direttamente; la raccolta va da fine ottobre a dicembre, ed è il momento in cui l’olio nuovo — torbido, verde, molto piccante — si trova appena franto.

Gli ulivi monumentali

Molti degli alberi della piana sono classificati come ulivi monumentali e tutelati dalla normativa regionale pugliese, che ne vieta l’abbattimento e l’espianto senza autorizzazione. Guidando fra Ostuni e la costa se ne vedono decine dal finestrino: tronchi che due persone non riescono ad abbracciare.

I vini

Questo angolo di Puglia produce vini meno noti di quelli del Salento meridionale, ma con una loro identità precisa.

Ostuni DOC: la denominazione comprende un bianco a base di Impigno e Francavidda e l’Ostuni Ottavianello, un rosso leggero da uva Ottavianello — una varietà che si trova quasi solo qui.

Locorotondo DOC: bianco secco della Valle d’Itria, a base di verdeca e bianco d’Alessano. Fresco, agrumato, adatto ai piatti di mare e ai latticini della zona.

Salice Salentino DOC: siamo poco più a sud, ma è il rosso di Negroamaro che si trova più facilmente sulle tavole di questa parte di Puglia, insieme al Primitivo.

Come organizzarsi. Frantoi e cantine della zona vendono direttamente, ma orari e disponibilità delle visite variano parecchio: conviene telefonare prima. Le enoteche di Ostuni e dei borghi della Valle d’Itria sono l’alternativa più semplice.

Cosa portare a casa

Una latta di extravergine — non la bottiglia da mezzo litro, la latta da tre o cinque, che è il formato con cui qui si compra l’olio — e qualche bottiglia di bianco della Valle d’Itria, che d’estate a casa vostra avrà tutto un altro sapore.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.